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Phil Davis - E' una vita "Meravigliosa"

“Nella lotta libera non dici ‘ah non so se sono pronto a lottare con questo qui.' Vai e ti dai da fare.” Phil Davis
Quando si parla dei debutti più spettacolari da molti anni a questa parte nella storia UFC non si possono trascurare i primi 12 mesi di Phil Davis nell’Ottagono. Quattro incontri, quattro vittorie, due finalizzazioni e due prestazioni dominanti, tutto nel 2010. Questo è quanto è stato necessario al campione di lotta 2008 NCAA Division I della Pensilvania per elevarsi dall’oscurità nelle MMA ad essere menzionato come uno dei più grossi nomi nella categoria dei massimi leggeri.

Oltre ai risultati ha dimostrato anche di avere il tipo di carisma e personalità necessarie per passare dallo status di “buon fighter” a “stella”. Se però gli chiedete qual'è stato l'anno che l’ha consacrato vi chiederà di indagare più a fondo e di considerare il 2009 come l’anno in cui è iniziata davvero la storia di “Mr. Wonderful”.

“Non è stato il 2010 l’anno decisivo” spiega. “La svolta è arrivata nel 2009 quando ho iniziato ad allenarmi due volte al giorno mentre di notte lavoravo ancora come buttafuori in una discoteca. Se ti dediche con tutto te stesso a qualcosa poi le cose succedono. Credo che il 2010 in confronto sia stato come uscire a far festa.”

E che festa che è stata. Davis ha iniziato la sua carriera in UFC nel febbraio 2010 con una vittoria per decisione ai danni di Brian Stann. Due mesi dopo ha sottomesso Alex Gustafsson ed a UFC 117 dello scorso Agosto è salito al record di 3-0 nell’organizzazione con una vittoria per decisione ai danni di Rodney Wallace. La quarta vittoria è stata forse la più impressionante in quanto ha fatto vedere il costante miglioramento del suo lavoro a terra con una sottomissione sull’ultra forte Tim Boetsch.

Come ricompensa non c’è stata alcuna pacca sulle spalle ma solo altro duro lavoro. E’ il credo e il marchio di fabbrica di un lottatore eccezionale che non ha mai considerato se stesso degno di un titolo fino da quando lottava in Pensilvania ma è sempre rimasto ottimista nonostante tutto.

“Ho sempre avuto un’attitudine positiva verso le cose” ha raccontato. “Anche quando ero davvero pessimo a lottare ho sempre avuto un’attitudine che mi spingeva a migliorarmi. Poi capita che vinci un paio di incontri e tutto cambia, è una di quelle cose che si auto alimenta. Se hai un attitudine positiva poi le cose iniziano a girare per il verso giusto e questo ti spinge ad allenarti più duramente, ti spinge a fare le cose per bene e quindi vinci più incontri.”

Quindi non è stato sempre "Mr. Wonderful"?

“Non avevo capito da subito di essere un buon lottatore ma una volta capito di essere appena sopra la media mi sono detto che forse avrei potuto proseguire nella lotta anche al college” racconta. “La lotta libera è una di quelle cose dove ci sono i fenomeni assoluti e quando li guardi sembra quasi che abbiano i super poteri. (Ride) Hanno letteramente i super poteri e ti dici 'non so se sarò mai in grado di competere con un tizio con dei superpoteri'. Ma una volta che riesci a gareggiare con uno di questi tizi ti dici ‘Wow’. Ti senti come Harry Potter la prima volta che gli riesce una magia.”

Questo significa che ora Davis possiede dei superpoteri?

“Oh yeah.” Risponde. “Non è più un segreto.”

Così qual’è la sua kryptonite?

“ Questo è il punto. Se qualcuno conosce qual’è la mia kryptonite, di sicuro non lo faccio sapere in giro.” Lui (Superman) parlava troppo e non teneva la lingua a bada e diceva ad tutti da dove veniva.”

Davis non fa sapere qual’è la sua kryptonite ma Antonio Rogerio Nogueira, il suo avversario questo sabato notte nel main event di UFC Fight Night, spera di averne un po’ da parte con se quando la campana risuonerà nell’Ottagono a Seattle. Sarà senza dubbio l’incontro più importante nella carriera di Davis.

Il fighter ammette che dover affrontare “Lil Nog,” dopo il forfeit per infortunio in allenamento di Tito Ortiz, ha richiesto alcuni aggiustamenti a livello mentale per via del fatto che lui e Nogueira si sono brevemente allenati insieme.

“Quando ho saputo del cambio di avversario è stata una notizia dolceamara perché mi sono allenato con lui” ha detto.”Non mi sono allenato tantissimo con lui ma mi sono allenato abbastanza, ma questo è business e non è stato il mio compagno di allenamento principale.”

Una vittoria ai danni dell’ex stella del PRIDE potrebbe "accelerare" la carriera del 26enne Davis nella categoria delle 205 libbre.

“Posso capire come possa essere interpretata la parola “accellerare” ma questi sono gli avversari che mi vengono messi davanti e devo solo fare il mio lavoro” ha detto Davis che non ha scrupoli nel cercare di conservare il suo record intonso di 8-0 contro il 19-4 di Nogueira.

“Nella lotta libera non dici ‘ah non so se sono pronto a lottare con questo qui.” dice. “Sai che ti devi dare da fare. Vai la fuori e dai il massimo senza preoccuparti se sei pronto o meno. Vai e ti dai da fare.”

Ancora le basi della lotta libera.

“Personalmente non mi preoccupa se un tizio è bravo o meno, se ha delle buone statistiche o quanto sembra cattivo perché per me non è così che va valutato un avversario. Secondo me chi sembra forte non è detto che sia anche capace. E per me contano le capacità e non la forza.”

Davis ha entrambe queste qualità. Inoltre se diamo uno sguardo ai lottatori che Nogueira ha affrontato recentemente - Jason Brilz e Ryan Bader – è evidente che il brasiliano abbia incontrato delle difficoltà con lo stile dei lottatori in tutti e tre i round, sia che abbia perso (Bader), sia che abbia vinto con una decisione controversa (Brilz).

“Ho studiato un paio dei suoi incontri e penso ci siano alcune sue debolezze tecniche su cui posso capitalizzare se non ci lavora sù e spero che tenere a bada i lottatori sia esattamente uno dei suoi punti deboli su cui non lavorerà. ”

Se non lo farà potrebbe essere una lunga notte per Nogueira e sarà un’altra vittoria messa in banca per Phil Davis. Ma di tutti i riconoscimenti ricevuti fino ad ora il più soddisfacente potrebbe riceverlo tornando a casa, nello stesso posto in cui lui e i suoi due fratelli si contendevano da piccoli le sedie per un posto a tavola per cena. Ora le cose sono cambiate.

“Ora ho una sedia a capo tavola con il mio nome sopra.”

E’ una vita “Meravigliosa”.

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