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Yoshihiro Akiyama - rappresentare lo spirito giapponese

“E' sempre importante far divertire i fan ma è più importante vincere.” - Yoshihiro Akiyama
In un attimo, Yoshihiro Akiyama ha scoperto che ci sono cose più importanti che combattere. Quando a Marzo un orribile terremoto ha devastato il Giappone, sua terra natale, l'ultima cosa a cui il contendente dei pesi medi da Osaka pensava era il suo incontro di UFC 128 con Nate Marquardt.

“Ero a casa” racconta Akiyama, che si trovava al 41esimo piano quando il terremoto ha colpito.“Sono schizzato fuori di casa dalle scale di emergenza.”

Fortunatamente Akiyama e la sua famiglia si sono messi al sicuro. Molti altri non sono stati così fortunati. Akiyama, ovviamente non in condizioni mentali per combattere, si è ritirato dall'incontro con Marquardt e si è invece focalizzato sull'aiutare la sua nazione a ricostruirsi, partecipando a numerose raccolte fondi per raccogliere denaro per i più colpiti dalla tragedia.

Naturalmente è poi venuto il momento per Akiyama di tornare a combattere e non ha scelto un facile ritorno al suo lavoro, al contrario, ha accettato di affrontare Vitor Belfort nel co-main event di questo sabato a UFC 133. E' un combattimento che senza dubbio stava cercando.

“Penso che Mr. Belfort sia molto forte, un fighter perfetto ed attualmente una delle mie icone” spiega Akiyama attraverso l'interprete Takashi Iizuka. Ma non è stata esattamente morbida la transizione dalla devastazione del suo paese alla palestra.

“Immediatamente subito dopo il terremoto è stato difficile” ammette. “Ma dopo un po' sono riuscito a concentrarmi sull'allenamento e sull'incontro.”

Questo potrebbe essere uno degli incontri più importanti della sua carriera in UFC. Tre combattimenti fino ad ora e Akiyama ha un record di solo 1 vittoria e 2 sconfitte, ma se guardate attentamente questi tre combattimenti sono stati contro Alan Belcher (vittoria), Chris Leben e Michael Bisping (sconfitte) e sono stati tutti e tre premiati con il bonus del Fight of the Night. Quindi non c'è dubbio che Akiyama sia capace di mettere in piedi prestazioni memorabili ma tre sconfitte consecutive - se dovesse perdere con Belfort - non sarebbero una buona cosa e ne è consapevole.

“E' sempre importante far divertire i fan ma è più importante puntare alla vittoria” dice. “E' dura aver a che fare con le sconfitte. Ma allo stesso tempo ogni nuovo incontro è una nuova sfida.”

Per Akiyama la vera sfida è arrivare al punto di mettere ancora in piedi incontri irresistibili senza perdere e senza lanciarsi in risse selvagge che hanno permesso ad avversari come Leben e Bisping di capitalizzare. Belfort, colpisce così duro che se ti lasci colpire troppe volte è un sicuro game over. Akiyama lo sa e ci pensa da prima del previsto incontro con Marquardt, quando disse “Mi sono attentamente concentrato su come mettere a segno abbastanza punti per vincere. Dagli ultimi tre match in UFC ho capito che ero troppo preso dal mio modo di combattere e non stavo pensando al risultato del match.”

Come è migliorato sotto questo aspetto?

“Le mie combinazioni di colpi hanno fatto progressi, grazie a tanta pratica ed esperienza.”

Questo è uno sviluppo positivo, sia per l'incontro di sabato sia per la longevità del 36enne Akiyama in questo sport. Anche se rimane guerriero nell'Ottagono e quindi abbiamo l'impressione che la prima volta che verrà colpito si accenderà. E' il suo modo di essere, che lui dice derivare dalla sua "nazionalità ed esperienza nel judo.” Nessuno che l'ha visto combattere si è mai lamentato né nel suo paese, né tantomeno negli Stati Uniti o in Inghilterra, i due paesi dove i suoi fan lo hanno rinominato “Sexyama.”

“Sono grato di avere fan così” dice Akiyama. Ma vale ancora la pensa di sottoporsi a tutti i rigori dello sport da combattimento dopo tutti questi anni?

“Sì mi piace, ma per l'incontro c'é sempre tensione.”

L'incontro di sabato notte con Belfort non fa differenza. è un dramma carico di tensione ed esaltazione quello che ci si aspetta da Akiyama, e questa volta c'è ancora più pathos siccome non combatte solo per se stesso ma per il Giappone.

“Spero che la gente in Giappone sia coraggiosa durante queste difficoltà e che il 6 Agosto vedano un mio buon combattimento e magari una mia vittoria.”

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