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Vitor Belfort - scalare di nuovo la montagna

"Sono concentrato su quello che devo fare per vincere e cercherò di finire il match prima del limite. Sarà così che entrerò nell'Ottagon, deciso a finirlo.” - Vitor Belfort
Vitor Belfort non desiste. Nonostante la sua sconfitta di febbraio a UFC 126 con Anderson Silva il "Fenomeno" non ha ancora deciso di inseguire il detentore del titolo. Sta ancora tentando di combattere con Silva e non sono solo le parole del veterano UFC ma della sua intera famiglia.

“A casa mia non accettiamo la parola impossibile” spiega Belfort. “Se vogliamo fare qualcosa, andremo fino in fondo. Capiamo che perdere e vincere fa parte della vita ma arrendersi non fa parte della nostra vita. ‘Che succede ora papà, quando avrai la possibilità di incontrarlo di nuovo?’ Questa la domanda che mi ha chiesto mio figlio (Davi). Questo è il modo positivo che abbiamo di vedere la vita. Riconosciamo che è stato il migliore quella notte. L'unico colpo che ha messo a segno l'ha messo a segno piuttosto bene e ha vinto l'incontro.”

Silva vs. Belfort, uno degli incontri più attesi da anni, ha messo l'uno contro l'altro due connazionali con stili dinamici, con una lunga storia di eccellenze e con un po' di astio. Tutti elementi per un incontro esplosivo, ma a detonare la bomba è stato Silva che ha colpito Belfort con un calcio frontale che gli è valsa molta considerazione per il KO dell'anno 2011. Devastante finale per la striscia vincente di cinque incontri di Belfort e fine del suo tentativo di raggiungere BJ Penn e Randy Couture nel gruppo dei soli fighter ad aver detenuto titolo in più divisioni di peso. Ma l'ex campione pesi massimi leggeri non è avvilito dalla sconfitta.

“Ero deciso a metterlo KO e lo sapeva, mi ha colpito con un calcio molto strano e, credetemi, è stato il KO della sua vita" afferma Belfort. “Sa che il peso era su di lui ma la notte gli ha sorriso. Che posso dire? Devo accettarlo e tornare a lavorare per un'altra sfida al titolo. E' la sola cosa da fare. Nessun rimpianto. Ho fatto del mio meglio, ora ho corretto gli errori che ho fatto ed ogni giorno provo a migliorarmi in palestra.”

Ora 34enne Belfort è lontano anni luce dal precoce 19enne che debuttò nell'UFC nel 1997. Era, per sua stessa ammissione, una "testa calda", un ragazzo che credeva a quello che leggeva di se stesso negli articoli di giornale, fino a che non ha avuto a che fare con massicce dosi di realtà da MMA. Alcuni non si riprendono da questa fase ma Belfort è sopravissuto, si è dato una spolverata e, sebbene abbia avuto momenti discontinui, in tempi recenti ha rinvigorito la sua carriera anche grazie ai KO al primo round ai danni di Matt Lindland e Rich Franklin.

Anche la vita fuori dall'Ottagono è cambiata notevolmente. Belfort è un uomo di famiglia, sposato e con tre bambini e la fede ha un posto importante nella sua vita. Questo non vuol dire che sia perfetto.

“Sono vero, faccio errori, prendo decisioni sbagliate ma la chiave è cercare sempre di vivere come predichi” spiega. “Un giorno la mia carriera finirà e non voglio essere come i leader della politica e dello sport di oggi. Splendono sul campo - non importa se di golf, football americano o calcio - hanno milioni di fan e vite esecrabili. Non sono onesti verso le loro famiglie, non sono fedeli ai loro ideali, sono un mucchio di bugiardi. Voglio avere successo nella mia vita privata e voglio che sia un riflesso della mia vita pubblica.”

Quella vita pubblica che continua questo sabato a Philadelphia affrontando Yoshihiro Akiyama nel co-main eventi di UFC 133. E' una battaglia focale, non solo per vedere chi avanzerà nella divisione ma anche per vedere come Belfort ha reagito a quello che può essere considerato il primo vero KO della sua carriera (la sua sconfitta per KO tecnico con Randy Couture è stata causata dall'accumulo di colpi e conseguente stop medico nel loro terzo incontro). Da quello che dice sembra proprio che si sia lasciato la sconfitta alle spalle. E per come la vede non c'è ragione nel chiedersi come sarebbe potuta andare. Bisogna accettare come è andata.

“Non puoi vivere aspettando cose che sarebbero dovute andare diversamente” spiega. “Devi vivere accettando quello che è successo. Se lo avessi buttato giù sarebbe stato totalmente diverso. Se avessi messo a segno il mio pugno sarebbe stato fuori gioco. Quindi la chiave è essere focalizzati ed accettare le cose della vita. Non lasciare che la mente ti sconfigga. Nella mia testa sono imbattibile. Non importa la situazione, avrò sempre la mentalità che niente è impossibile per me.”

Co Akiyama, Belfort ha l'occasione di un ritorno memorabile. Il contendente giapponese è aggressivo, non indietreggia mai e ha un innegabile desiderio di vittoria. Se Belfort sarà "in palla" sarà una notte breve per Akiyama. Se il brasiliano non applicherà al meglio la sua strategia allora aspettiamoci 15 minuti di guerra che può finire a favore di chiunque. Belfort, benchè rispettoso del collega, sa come si aspetta che vada.

“E' un fighter molto duro” dice Belfort di Akiyama. “E' ben preparato, sa incassare, sa scambiare ed è molto dinamico. Ma la mia mente è più forte che mai. E' così forte che nessun uomo mi può fermare. Sono concentrato su quello che devo fare per vincere e cercherò di finirlo. Sarà così che entrerò nell'Ottagono quella notte, pronto a finirlo.”

Anche se gli chiedi di un possibile ritorno in futuro nella categoria delle 205 libbre è irremovibile sul fatto che il suo unico obiettivo è un'altra sfida alla cintura dei pesi medi. E  sulla strada per ottenerla deve prima superare Akiyama.

“Abbiamo un obiettivo” dice. “Andremo avanti fino alla fine. Nessuno mi può fermare. Ho Akiyama adesso, è il mio prossimo avversario e guardo a lui come se fosse davanti al mio obiettivo.”

Solitamente ci sono dei dubbi nella mente di un fighter, nelle sue azioni e nelle sue parole, nel periodo che lo separa da una sconfitta al ritorno nell'Ottagono. Belfort non ha domande da farsi. Per come la vede, quando spinge sull'acceleratore non può essere fermato e non si fa remore di farlo sapere al mondo.

“Sto sempre scalando una montagna e non mi arrendo” afferma. “Voglio arrivare in alto e nessuno può fermare un uomo che ci mette testa e cuore e che vuole farcela. Ora e a modo mio.”


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