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Di Tito Ortiz ce n'è uno...

Il rituale non è mai cambiato. Non importa chi doveva combattere, non importa cosa succedeva nella sua vita, Tito Ortiz, per riscaldarsi prima dell'imminente battaglia, avrebbe corso in giro per il backstage dei corridoi sotterranei dell'MGM Grand. Non solo per sciogliere i muscoli ma come rafforzamento del perché era lì. Di solito, mentre correva, sentiva il pubblico nell'arena e sentiva anche il vociare delle persone a cui passava vicino.

“Di solito tutti mi avrebbero incitato” dice Ortiz.

“Grande Tito”

“Lo ucciderai.”

“Battilo, battilo.”


Il 2 Luglio, mentre aspettava la chiamata per affrontare Ryan Bader, ha iniziato la sua corsa come al solito. Questa volta però c'era qualcosa di diverso.

“Nessuno diceva una parola” ricorda Ortiz.

Non era un segreto di cosa era in palio per l'ex campione dei pesi massimi leggeri. Senza vittorie in cinque incontri dal 2006 Ortiz sapeva che se avesse perso con Bader la sua carriera UFC sarebbe finita. Se questo fosse stato il caso, sarebbe stato un finale amaro per una delle superstar di questo sport anche se è quello che di solito, alla fine, succede agli atleti professionisti.

Comunque Ortiz, finalmente in salute, non aveva intenzione di andarsene in silenzio. Alcune persone scherzano sul fatto di arrivare tardi al proprio funerale così “The Huntington Beach Bad Boy” aveva semplicemente deciso di non presentarsi al suo. Era a Las Vegas per vincere.

“Mi sono detto ‘Ora è il momento di dimostrare a tutti che sono ancora qui. E' tempo di brillare Tito.”

Ed ha brillato. In una delle vittorie più emozionanti dello sport, Ortiz, 36 anni, ha portato indietro l'orologio con una brillante prestazione contro il pericoloso Bader. Sicuro di sé fin dal suono della campana di inizio, ha atterato Bader nel primo round, poi gli si è avventato sopra assicurandosi una ghigliottina che ha costretto l'ex vincitore del reality Ultimate Fighter a cedere ad 1 minuto e 56 secondi. Il pubblico dell'MGM Grand è esploso e l'emozione era evidente anche per Ortiz.

Non era lo stesso un paio di settimane prima quando una chiacchierata con Ortiz lasciava un impressione diversa, sembrava che stesse sentendo la pressione dell'incontro di UFC 132 e relativo scenario "vinci o vai a casa".

“Quando abbiamo parlato ero un Tito diverso” spiega. “Stavo avendo alcuni problemi a casa, tante persone erano negative verso di me e non riuscivo più a gestire la negatività.”

Così dopo un po' di ricerca introspettiva, un buon allenamento e un cambio di attitudine ha deciso di cambiare le cose sia personalmente che professionalmente.

“La vita è troppo breve per essere negativi e carichi d'odio e quindi ho deciso di reinventarmi” dice Ortiz. “I compagni di allenamento e gli allenatori che ho, Mike Giovanni e Jason Parillo, sono molto positivi e hanno ricostruito il mio stato mentale. Avevo spento la mia vita a casa, ero molto cocciuto e compiaciuto della mia carriera. Sono troppo premuroso, sono troppo generoso e voglio che tutti intorno a me stiano bene e mi dimentico di me stesso. Quindi mi sono ricollocato come il vero campione che sono e come il vero fighter che sono.”

“Ho smesso di essere negativo e di dire alla gente chi ero, cosa fare e come farla” continua. “Ho ignorato le cose negative e ho rinforzato le cose positive intorno a me. Ho cambiato il mio punto di vista nella vita e come fighter. Lo vedo che non sono più un cattivo ragazzo. Sono il campione della gente.”

Dopo la sua vittoria salva carriera contro Bader era venuto il tempo per Ortiz di prendersi una meritata pausa. Ma qui entra in scena Phil Davis. Quando si è infortunato ed è stato costretto ad abbandonare il main event di UFC 133 contro Rashad Evans, Ortiz ha ricevuto una chiamata dal presidente UFC Dana White che gli chiedeva se era interessato ad un rematch con Evans, con il quale aveva combattuto nel 2007 ottenendo un pareggio dopo tre round. All'inizio Ortiz ha rifiutato l'offerta, ma dopo che Lyoto Machida ha rifiutato a sua volta, Ortiz ha richiamato White cambiando idea e accettando l'incontro. Come l'ha spiegato alla famiglia?

“Combattere è la mia vita e quindi ho solo spiegato loro che rimandavamo la nostra vacanza di sole tre settimane” spiega ridendo.

E' una mossa perlomeno coraggiosa ma Ortiz si sente così rigenerato dalla sua vittoria senza graffi e infortuni che è impaziente che arrivi il 6 Agosto a Philadelphia.

“Mi sono detto: sei in salute, stai bene, sei in forma ed hai l'occasione di fare bella figura” dice Ortiz, il testamento vivente del battere il ferro finché è caldo. “Sto vivendo la storia di Cenerentola, e penso che sono un 36enne, Chuck Liddell era al suo meglio a quell'età, Randy Couture anche e Tito Ortiz...non ero al mio meglio a 25, 26 anni. No. Sono al mio meglio a 36 anni. Quando ero 26enne ero un giovane ragazzo che stava imparando e maturando. Ora penso di essere molto maturato. Ho parlato con mia mamma di recente e lei dopo aver visto la conferenza stampa post match mi ha detto: 'sei cresciuto così tanto. Sei un uomo ora.’ Era sorpresa e la capisco. Sono cambiato.”

Sotto più aspetti. Nonostante quello che potrà accadere sabato notte, il ritorno alla vittoria e alla salute di Ortiz dopo tre dolorose operazioni è la storia dei buoni sentimenti del 2011. Chiedetegli se ha mai pensato che sarebbe tornato dopo essere andato sotto i ferri e sarà franco nella sua risposta.

“Due mesi dopo (il suo secondo intervento chirurgico) scendevo dal letto piangendo” dice. “Avevo così tanto dolore che mi chiedevo ‘che cosa ho fatto per ridurmi così?’”

Dopo il terzo mese Ortiz ha incominciato a crederci.

“Posso farlo” dice. “E non ho mai dubitato di me stesso. Ho avuto infortuni che mi hanno tenuto indietro ma nella mia mente sono ancora uno dei migliori cinque al mondo. Non l'ho mai pensata diversamente, nemmeno dopo le sconfitte.”

Tutti amano una buona storia di rivalsa. E questa è una grande storia. Ma cos'altro vi aspettereste dal solo e unico Tito Ortiz?

“Nel pugilato c'é Muhammad Ali, nel wrestling c'é Hulk Hogan,nelle mixed martial arts c'é Tito Ortiz,” afferma.


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