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Non ci sono vie di mezzo per Wanderlei Silva

“Ogni volta che vedi qualcuno combattere duramente, dando tutto se stesso, senza essere preoccupato di perdere di solito si dice ‘questo combatte come Wanderlei Silva.’ Qualche volta si vince, qualche volta si perde ma si rendono sempre felici i fan.” - Wanderlei Silva
16 mesi sono tanto tempo senza un incontro di Wanderlei Silva. Niente riscaldamento dei polsi prima dell'incontro, niente faccia a faccia, niente scariche di colpi selvaggi ed emozionanti KO. Tutto il resto sembra un po' meno esaltante a confronto. E questo è solo il punto di vista dall'esterno dell'Ottagono. Pensate come si possa sentire “The Axe Murderer” a starsene fuori dal giro per prendersi cura di se stesso dopo numerosi infortuni.

“Mi mancano i miei fan, mi manca il pubblico, mi manca l'emozione che mi da combattere” racconta Silva, che si fa più intenso mentre pronuncia ogni singola sillaba. “Non sono mai stato fuori così tanto e sono davvero eccitato di tornare a combattere. Per me è come debuttare nuovamente e debutterò nel co-main event di UFC 132. Questa è una grande, grande opportunità che mi ha dato il capo.”

Il presidente UFC Dana White non gli ha fatto trovare nessun comitato di accoglienza. Nell'incontro con il suo avversario di UFC 132, Chris Leben, Silva combatterà contro un quasi clone di se stesso, che sembra essere felice solo quando i pugni volano a distanza ravvicinata. Ma all'ex leggenda del PRIDE non importa combattere con qualcuno non interessato a scambiare per 15 minuti per cui in ogni caso non si sarebbe allontanato tanto da “The Crippler”.

“Chris Leben combatte come me e ha uno stile come il mio e sono felice di non aver creato ma almeno influenzato il suo stile nello spirito” dice Silva. “Ogni volta che vedi qualcuno combattere duramente, dando tutto se stesso, senza essere preoccupato di perdere di solito si dice ‘questo combatte come Wanderlei Silva.’ Qualche volta si vince, qualche volta si perde ma si rendono sempre felici i fan.”

Per quasi 15 anni Silva ha reso felici i fan, una carriera fenomenale da ogni parte la si guardi. Compirà 35 anni il giorno dopo l'incontro con Leben, ma dopo una decade e mezza di guerre nel ring, nell'Ottagono e in palestra il suo corpo ha detto 'basta' dopo il suo debutto nei pesi medi lo scorso febbraio del 2010 a UFC 110, dove ha vinto contro Michael Bisping.

Prima si è rotto tre costole ed è stato costretto a ritirarsi dall'incontro dello scorso Giugno a UFC 116 con Yoshihiro Akiyama (incontro che è infine stato assegnato a Leben) quindi ha subito un'operazione al ginocchio che l'ha tenuto fuori per quattro mesi. Non è stato un momento facile per chi ha combattuto tutta la vita ma è riuscito a tenersi impegnato.

“Stavo male e avevo un infortunio davvero brutto” racconta Silva, che ha preso casa a Las Vegas, “ma ora mi sento bene, il mio ginocchio va meglio le mie costole vanno meglio e anche se sono stato fuori non ho smesso di lavorare. Ho fatto tante apparizioni, ho lavorato nella mia palestra, ho trascorso del tempo con la mia famiglia e ho utilizzato bene il tempo. Ho fermato gli allenamenti per quattro mesi, dopodiché mi sono allenato una volta al giorno, poi due volte al giorno ed ora sono tornato alla mia solita routine. Non è così facile la vita del fighter. E' molto dura essere pronti per un incontro ma mi sento molto bene, mi sono allenato duramente e so che regalerò un grande spettacolo ai fan.”

E anche se questo è il secondo incontro nelle 185 libbre, ride quando gli viene chiesto se è stato facile tagliare il peso per incontrare Leben.

“No, non è così facile” spiega Silva. “Io (originariamente) dovevo scendere dalle 225 libbre, ora ho una dieta molto rigida e mi devo allenare duramente. Non è così facile. E' come il primo incontro (con Bisping). Quando ho controllato il peso e sono rientrato nelle 185 libbre è stata la mia prima vittoria. (Ride) Specialmente ora da quasi trentacinquenne: quando hai quest'età non è così facile perdere molto peso.”

Ha avuto diversi buoni compagni di allenamento e allenatori ad aiutarlo, più di tutti il suo ex coach alla Chute Boxe Academy in Brasile, Rafael Cordeiro, e un vecchio amico che si è fermato un paio di giorni alla palestra di Cordeiro in California del Sud, ovvero l'ex campione UFC dei massimi leggeri Mauricio “Shogun” Rua.

“Ha un talento incredibile” dice Silva di Rua. “Ha un talento naturale, è così forte e sono felice di allenarmi di nuovo con lui. Mi sono allenato con lui per 10 anni in Brasile e ora siamo tornati ad allenarci insieme. Penso che se continua ad allenarsi con Cordeiro potrà diventare di nuovo campione.”

E' quasi come ai vecchi tempi quando il trio terrorizzava il Giappone durante i giorni del PRIDE con attacchi basati sulla Muay Thai che lasciavano gli avversari chiusi all'angolo o faccia a terra. Silva sorride a ricordarlo.

“I cari vecchi giorni con lo stesso coach” dice. “Cordeiro è un coach incredibile e ha un sistema di allenamento unico. “Shogun” si è allenato con lui da cintura bianca a nera in Brasile, è un vero studente di Cordeiro. Mi sono allenato con lui per 17 anni ed è un grande. Amo il suo sistema, mi piace l'energia che trasmette in allenamento e il suo talento. Sa come portarci alla vittoria.”

Cordeiro ha guidato Silva alla vittoria per decisione dopo tre round contro Bisping in Australia, e nonostante le sconfitte contro Rich Franklin e Quinton Jackson, “The Axe Murderer” è a un passo da incontri più grandi: ipotizziamo e scommettiamo che potrà avere un sfida al titolo se continerà a vincere?

“Devo valutare la mia prestazione” dice Silva. “Se avrò una buona prestazione un giorno tornerò a combattere per il titolo. E' quello che voglio ma non posso parlarne ora perchè devo prima mettere in piedi un show davvero buono. Se ce la faccio so che il capo mi darà ancora una possibilità.”

Sì, sono trascorsi 16 lunghi mesi di attesa per vedere ancora in azione Wanderlei Silva. Così tanti? Silva pensa che potrebbe emozionarsi quando sentirà i fan alla MGM Grand Garden Arena tifare per lui sabato notte.

“Penso che potrei iniziare a piangere” dice ridendo. “Sono solo dentro la palestra. In palestra vado bene, ho la tecnica, ho il cardio, ho tutto. Ma davanti al mio pubblico, che mi dà energia e motivazione, cambia tutto. Chi vuole battermi nell'Ottagono, in un incontro vero, deve uccidermi perchè o uccido o muoio. Non ho vie di mezzo.”




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