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Shane Carwin: se non è rotto...spezzalo!

“Penso che dos Santos abbia quell'attitudine” afferma. “Ora è molto sicuro di sè e ha distrutto diverse persone. Quando vedo dos Santos e la sua attitudine penso che scambierebbe in modo selvaggio con chiunque.”
Shane Carwin
Non ci sono dubbi sul fatto che quando Shane Carwin entra nell'Ottagono sia molto riconoscibile. Niente leve al braccio volanti, niente "laying and praying", nessun tentativo di strappare ai giudici una vittoria ai punti. In onore a Marvin Hagler, grande peso medio nel pugilato, diciamo che i soli moventi di Carwin sono annientare e distruggere.

E nel corso di 12 incontri professionistici di mixed martial arts nessuno è riuscito nell'intento meglio del nativo di Greeley, Colorado: una vera forza della natura con dei magli al posto dei pugni. Purtroppo quando lo scorso Luglio ha fatto barcollare Brock Lesnar nel primo round dell'incontro valevole per il titolo UFC dei pesi massimi non ha avuto freni, pazienza e moderazione.

Annienta e distruggi.

“Sono un fighter fatto così, non cerco di accumulare punti, cerco di demolire l'avversario” ha rivelato Carwin, che ha visto la cintura dei pesi massimi passargli velocemente davanti agli occhi mentre Lesnar cercava di darsi una scossa.

Quello che ne è seguito è stato il consueto assalto alla Carwin, assalto che gli aveva già permesso di finire, solo negli incontri UFC, gente come Frank Mir, Gabriel Gonzaga, Neil Wain, and Christian Wellisch. Si è abbattuto su Lesnar con un pugno dopo l'altro ma, proprio quando si pensava fosse finita, il campione ha fatto quel poco che ha trattenuto l'arbitro Josh Rosenthal dall'interrompere l'incontro.

“Il punto è che è andata come in tutti gli altri match, ho provato a chiudere l'incontro” ha detto Carwin. “Ed è quello che ho fatto. Rosenthal ha chiesto diverse volte ‘Brock fammi vedere che fai qualcosa o interrompo l'incontro’. Quando sei sopra ad un avversario e senti quelle parole provi ad aumentare il ritmo per spingere l'arbitro a fermare l'incontro, ho tenuto un ritmo sostenuto per un po', solo che non ho ottenuto lo stop.”

E' quello per cui Carwin è stato progettato ed è ciò che l'ha proiettato in cima alla divisione pesi massimi. Non è arrivato in cima con l'approccio attendista ma facendo male ai suoi avversari. Lesnar però è riuscito a calmierare la furiosa tempesta e, tra scariche di colpi, ha fatto quel poco che gli è bastato per arrivare a sentire il suono della campana della fine del primo round. Non sapeva però che l'incontro era già finito.

“Quando è iniziato il secondo round non ne avevo più” spiega Carwin ed infatti a 2:19 del secondo round Lesnar l'ha sottomesso con un triangolo di braccia e ha conservato il titolo. Nell'incontro successivo Lesnar è stato fermato nel primo round da Cain Velasquez.

L'incontro successivo di Carwin sarebbe stato invece con il bisturi di un chirurgo e con una parte dei suoi fan a rinfacciargli la mancanza di cardio. Prima sono arrivati gli attacchi dei fan dopo l'incontro, che stranamente non sono stati così diffusi quando Gray Maynard ha ammesso di aver finito il fiato dopo un ugualmente furioso attacco nel primo round contro Frankie Edgar nel main eventi di UFC 125. Ma per i critici il record negativo di 0-1 dopo il primo round è stato sufficiente per mettere in discussione il suo regime di allenamento.

“Era da aspettarselo” afferma Carwin. “Penso che Cain (Velasquez) abbia fatto una copia carbone del mio incontro scegliendo meglio i colpi per finire l'incontro. Questo è probabilmente quello che devo imparare da lui. Per essere dei fighter migliori, andando avanti, bisogna rivedere delle cose altrimenti si resta indietro.”

Ma Carwin aveva bisogno di aggiustare qualcosa? Chiunque nella divisione di pesi massimi riesca a ferire il suo avversario e faccia del suo meglio per metterlo KO dovrebbe essere lodato non ridicolizzato. D'altronde chi altro, facendo quello che ha fatto Carwin con la sola eccezione di Velasquez, nella divisione pesi massimi sarebbe riuscito a rimanere fresco nel secondo round?

Questa è una domanda che troverà risposta solo nell'Ottagono ma per ora un Carwin più magro, aerodinamico e in salute è pronto per il suo ritorno, questo sabato contro Junior dos Santos. Salute è l'elemento chiave che ha dalla sua parte a Vancouver, grazie ad un intervento chirurgico che ha alleviato la pressione sulle sue vertebre C5, C6 e C7. Un intervento chirurgico che doveva fare da molto tempo.

“A livello funzionale nel lato sinistro del mio corpo venivo continuamente curato e provavamo a superare alcuni problemi muscolari nel lato destro ma di fatto c'erano problemi con i nervi all'interno dei muscoli" spiega. “Ho molto meno dolore, ho piena forza nella prese nel mio braccio destro e quel blocco che c'è sempre stato in mezzo alla schiena è sparito. No voglio dire che ero super limitato ma quando hai un intorpidimento continuo e senti spilli e i formicolii continui nelle tue dita sai che c'è qualcosa che non va.”

A Novembre dello scorso finalmente è andato sotto i ferri maneggiati dal Dr. Chad Prusmack e tutto è andato liscio ma, come per ogni intervento chirurgico, ci sono stati rischi e preoccupazioni.

“Mi ha visitato uno dei migliori dottori in circolazione, è il chirurgo dei Denver Broncos, il Dr. Prusmack è un uomo molto competente, il che mi ha fatto sentire tranquillo” ricorda Carwin. “Quando sono stato operato non conoscevo molti dettagli, il che è stato un bene perché mi hanno imbullonato una sorta di gabbia sulla testa per essere sicuri che non mi muovessi. Naturalmente il peggio è venuto quando sono uscito. Si possono vedere i segni di quei bulloni sulla mia testa. Finito l'intervento chirurgico mi sono reso subito conto che non avevo più alcun intorpidimento nel braccio.”

Se pensavate che Carwin fosse spaventoso prima provate a pensarlo ora, a tutta forza e senza problemi medici. Dovrebbe sentirsi come un 25enne giusto?

“Non so se mi sento come un 25enne” ride. “Forse mi sento come un 36enne e non come un 50enne.”

Il 36enne tornerà nell'Ottagono questo weekend ma in origine dos Santos non doveva essere il suo avversario e non doveva combattere per una possibile sfida alla corona di Velasquez. Inizialmente doveva affrontare il nuovo arrivato John-Olav Einemo ma poi Lesnar è stato costretto a ritirarsi dal suo incontro con dos Santos a causa di un altro attacco di diverticolite.

“Dovevamo studiarlo ma naturalmente il coach (Amal) Easton sapeva già chi era” spiega Carwin riguardo ad Einemo, che ora affronterà Dave Herman, un altro debuttante UFC. “E' stato campione ad Abu Dhabi ed è di livello mondiale. E' stato al top per un po', poi credo che alcuni infortuni lo abbiano tenuto lontano ma penso che sia un avversario formidabile e sono eccitato per vedere cosa può fare in UFC.”

Non così eccitato come Carwin quando ha ricevuto la chiamata in cui gli è stato offerto l'incontro con dos Santos. Non solo perchè ha la possibilità di avere una chance per il titolo con una vittoria ma anche perché, visti i problemi con la schiena, meglio vedersela con qualcuno che prova a colpirti con un pugno in faccia (dos Santos) che con uno specialista di sottomissioni che intende torcerti ogni muscolo nella direzione opposta. Quindi meglio dos Santos.

“So che non si hanno molte opportunità come questa nella vita e questa è una grande occasione” dice Carwin,che spiega che il non essersi allenato con i suoi compagni di squadra nei loro camp di allenamenti è stata la cosa che più gli è mancata mentre era fuori dai giochi. “Ho l'occasione di esibirmi e fare qualcosa che amo. Dos Santos è tra i migliori dieci al mondo e penso che sia il quarto dei migliori dieci che incontro consecutivamente.”

Proprio così. E dopo aver dimostrato di poter battere (Mir, Gonzaga) e tenere testa (Lesnar) i precedenti tre può sentirsi sicuro nella sua sfida contro “Cigano.” Aggiungete il fatto che, lo scorso Agosto, le bombe di dos Santos’non hanno intaccato la mascella diRoy Nelson ed avrete un altro punto a favore di Carwin, giusto? Beh, non è il momento di sminuire la potenza dei colpi del suo avversario e nemmeno la sua strategia.

“Nelson ha una mascella d'acciaio e dos Santos non è uno scherzo” dice Carwin. “Penso che sia moto ben preparato sotto tutti i punti di vista, molto difficile da portare a terra e nessuno ha mai visto il suo jiu-jitsu a terra. Si è preparato con (Antonio Rodrigo) Nogueira, si sa che è esperto e il suo striking e la sua velocità sono il meglio che c'é nella divisione pesi massimi.”

Scambierà quindi senza remore con Carwin?

“Penso che dos Santos abbia quell'attitudine” afferma. “Ora è molto sicuro di sè e ha distrutto diverse persone. Quando vedo dos Santos e la sua attitudine penso che scambierebbe in modo selvaggio con chiunque.”

Dos Santos + Carwin = Annienta + Distruggi.

Questo è il tipo di incontro che l'ingegnere del Colorado preferisce.


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