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Ri-Presentiamo Urijah Faber

L'ex superstar del WEC Urijah Faber debutta in UFC il 19 Marzo contro Eddie Wineland...
Quando tra qualche anno riscriveranno la storia delle arti marziali miste si ricorderanno di Urijah Faber. Indipendentemente da quanto accadrà il 19 Marzo ad UFC 128 quando affronterà Eddie Wineland, o nel prosieguo della sua carriera, il lascito di Faber è già deciso, anche solo per essere stato l’atleta delle categorie di peso più leggere ad aver introdotto al grande pubblico lo stile di tanti fighter suoi coetanei.

Senza sminuire i risultati precedentemente ottenuti da Faber nei pesi piuma, gallo e mosca, quando si è trattato di mettersi "on the road", di metterci la faccia per fare promozione alla WEC (defunta organizzazione di MMA di proprietà della Zuffa) dal 2007 in poi nessuno è stato più instancabile e determinante di Faber.


Chiedete ai vostri amici di dirvi il nome del primo peso piuma nelle arti marziali miste che gli viene in mente, il nome che vi diranno sarà probabilmente quello di Faber. Potrebbe anche essere il solo fighter conosciuto dalla vostra sorellina o moglie. Questo tipo di notorietà non si crea dalla sera al mattino e non si consolida senza essere stati capaci di portare a casa dei risultati combattendo.

“La gente si innamorerà delle nostre classi di peso” dichiarò Faber nel 2007 a New York durante il tour promozionale del primo evento WEC trasmesso su Versus (televisione statunitense, ndt). “Scoprirete che le nostri classi di peso sono più veloci, più esplosive ed estremamente divertenti.”

In quel primo show WEC trasmesso su Versus da Las Vegas Faber difese con successo la corona dei pesi piuma per la terza volta consecutiva sottomettendo Chance Farrar nel primo round. In quell'incontro l’atleta di Sacramento era carico di responsabilità ed era il prezzo da pagare per un’organizzazione che si stava giocando il tutto per tutto. Non ve ne sareste però mai accorti parlando con lui in quei giorni.

“Mi piace quello che faccio, mi sento fortunato a vivere la vita che vivo” disse in quei giorni. “Mi alleno a tempo pieno, esco con i miei compagni, mangio bene e viaggio in posti piacevoli. Me la sto godendo. Non c’è nessuna vera responsabilità o pressione. Sono sempre stato il volto di tutto ciò a cui ho preso parte: prima con la lotta libera alle superiori e al college, poi nelle organizzazione minori e ora nel WEC. Sono abbastanza abituato a stare sotto i riflettori, non è così diverso da quello che ho già sperimentato in passato, così me la godo, sento che sto aiutando l’organizzazione a raggiungere il livello più alto e credo che i fighter delle categorie di  peso più leggere siano l’arma segreta per raggiungere il successo”.

In effetti lo furono. Faber e la gang che arrivò con lui – ragazzi come Jose Aldo, Dominick Cruz, Mike Brown, Torres, Mark Hominick e Brian Bowles – resero visibile ai fan degli sport da combattimento qualcosa che precedentemente avevano visto solo attraverso le meraviglie contenute nelle videocassette  importate da oltre oceano (Giappone, ndt) o agli eventi locali. Si trattava di arti marziali miste velocizzate da 33 a 78 giri, con più azione e tecnica, e gli affezionati fan americani gradirono molto. Faber era il volto pubblico di tutto ciò, un ruolo che accettò di buon grado.


“ Penso sia una combinazione di diversi fattori” disse nel 2007 quando gli chiesero perché era considerato il volto nuovo della WEC. “Se mi avete visto combattere sapete che so divertire. Quando lottavo al college era la stessa cosa. Do il 100 percento quando combatto e questo è eccitante per gli spettatori. Parlo bene e ho un aspetto decente, che è piuttosto una rarità in questo sport e questo ovviamente mi aiuta. Inoltre sono vincente perché ci sono diversi tizi che sanno parlare, un sacco di tizi che hanno un bell’aspetto, un sacco di duri ma è piuttosto raro che queste qualità siano presenti tutte insieme”.

Vero, Faber non ha mai deluso le aspettative. Dopo l'incontro con Farrar sconfisse Jeff Curran e quindi difese il titolo contro Jens Pulver nel primo “Super Fight” dell’organizzazione nel giugno 2008. Cinque mesi più tardi avrebbe poi ceduto la sua corona a Mike Brown ma a quel punto la sua missione era compiuta: il WEC e i pesi piuma erano ormai collocati sulla mappa internazionale delle MMA. Da lì in poi avrebbe potuto procedere per inerzia ed invece fu dopo la prima sconfitta nel WEC che il mondo si accorse del suo cuore da campione.

Dopo aver sconfitto Pulver nella rivincita del 2009, due dei suoi successivi incontri furono contro la vecchia nemesi Brown e contro giovane prospetto Aldo. Perse entrambe i match per decisione dopo cinque round ma questi incontri non sono memorabili per i risultati finali ma per quello che Faber sopportò per arrivare al suono della campana. Nei primi istanti del combattimento con Brown si ruppe la mano destra e si lussò il pollice destro ma non si arrese. Con Aldo gli andò anche peggio: incassò numerosi calci alle gambe, che diventarono presto malferme e tumefatte.


Più di ogni pubblicità a cui prese parte, più di ogni intervista, servizio fotografico o sessione di autografi, Faber dimostrò, in quelle occasioni, di non essere un prodotto costruito a tavolino ma di essere un vero combattente.

Tuttavia l'interrogativo dopo la sconfitta con Aldo nella Aprile del 2010 era il seguente: ora cosa ne sarà di Faber? Domanda legittima considerando che da campione dominante, menzionato nelle liste dei migliori fighter al mondo, era passato ora allo status di ex campione con ben tre sconfitte negli ultimi cinque incontri.


La risposta di Faber? Riproporsi dieci libbre più leggere scendendo nella divisione pesi gallo. Il primo passo di questo esperimento l’ha mosso con successo sottomettendo Takeya Mizugaki nel debutto nella categoria dello scorso Novembre. Il 19 Marzo prossimo dovrà compiere il secondo passo contro l’ottimo peso gallo Eddie Wineland, i cui ultimi due incontri sono finiti con altrettante vittorie per “KO of the Night” ai danni di Will Campuzano e Ken Stone. Sarà un combattimento duro per Faber ma altrettanto lo sarà per Wineland, il quale dovrà dimostrare di essere degno dell’alta posizione conquistata nella card di UFC 128 nel New Jersey.

Con una vittoria Faber tornerebbe nel quadro dei contendenti al titolo. Quale storia migliore da raccontare sarebbe quella di un “California Kid” impegnato a diventare due volte campione contro Cruz, la cui unica sconfitta come professionista è avvenuta proprio per mano di Faber nel loro incontro titolato nei pesi piuma del 2007?


Si ipotizzano inoltre incontri contro Torres e “Kid” Yamamoto, "super fight" di cui si è discusso a lungo quando Faber dominava nella categoria di peso delle 145 Libbre (66 Kg). A richiedere questi incontri a gran voce era ai tempi proprio Faber. 

“Voglio rendere il mio nome leggendario in questo sport” disse nel 2007. “Questo sport è così giovane che molti dei volti del mondo delle arti marziali miste sono ancora in attività e sento che potrei entrare nei libri di storia come uno dei migliori fighter di MMA al mondo. Voglio essere il primo delle categorie di peso più leggere a riuscirci. Ci sono un paio di ragazzi che sono popolari quanto me, Kid Yamamoto è tra questi, e prendere parte a qualche grande incontro storico con avversari di quel calibro sarebbe una bella spinta per questo sport.”

I combattimenti di Faber con Pulver, Brown e Aldo sono stati alcuni tra i più grandi di sempre, se non i più grandi in assoluto, ma ora c’è qualcosa di più da fare per il fighter 31enne. Ora ha il compito di presentare ai fan dell’UFC la categoria dei pesi gallo e, sebbene questa volta non sarà il solo testimonial, ci sarà sempre un solo Urijah Faber. Quando tutto sarà detto e scritto vi ricorderete di lui.

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