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Junior dos Santos – Un uomo paziente cerca il KO

"Mi spingo sempre in avanti e cerco il KO in ogni incontro. Ok non vuol dire che metto KO tutti, come è successo nell'incontro con Nelson, ma il mio obiettivo è di buttare giù tutti quelli che mi trovo davanti." - Junior dos Santos
Alcuni dei gesti che facciamo con le mani o con le braccia parlano da soli, senza bisogno di spiegarli a parole. Sappiamo bene cosa significa un pollice alzato o un pollice verso o mani in alto. Sappiamo che un pugno chiuso generalmente significa che si è pronti ad una sfida corpo a corpo. Ma altri movimenti comunicano molto di più di quello che possiamo vedere o capire.

 Junior “Cigano” dos Santos, artista del KO nei pesi massimi, che questo weekend affronterà Shane Carwin nel main event di UFC 131 a Vancouver, ci ha abituato ad alcuni interessanti gesti prima e dopo i suoi incontri.

Dos Santos, nel suo primo incontro in UFC nell'Ottobre 2008 contro Fabricio Werdum ad UFC 90, quando Bruce Buffer ha annunciato il suo nome, è andato verso il centro dell'Ottagono e fissando il suo avversario ha indicato il tappeto. Se un gesto così arriva da un tizio con le mani pesanti come dos Santos può solo significare "tu stai per andare giù" ed infatti questa macchina da KO ha buttato giù nove avversari in dodici vittorie. Facendo ancora più attenzione al contendente dei massimi si nota che dopo ogni vittoria incrocia le braccia davanti al petto con una postura vagamente misteriosa che spiega che la sua missione è "completamente completata."

"E' un gesto che arriva da Bahia, da un ragazzino di nome 'Buguinha'; ha 15 anni e si allena da quando era più piccolo con il professore [Luiz] Dorea e combatte in incontri amatoriali di boxe" ci svela dos Santos. "Ha mani veloci e letali ed ogni volta che vince un match incrocia un braccio davanti al petto dicendo: 'l'ho frustato.' Significa che ha battuto l'avversario: è diventato il suo marchio di fabbrica. Ho iniziato ad usarlo e nessuno l'ha capito: incrociare entrambe le braccia significa che puoi frustare ogni parte del tuo avversario." (Ride)

Se non avete visto la sequenza di gesti, non preoccupatevi, potreste aver visto l'incontro sbagliato, perché dos Santos non lo fa sempre per svariate ragioni. L'ha fatto dopo l'incontro con Werdum perché era felice per la prima vittoria nella gabbia e dopo aver punito il leggendario Mirko Cro Cop per via dell'improvviso finale ma in un incontro in particolare non l'ha potuto fare: il suo ultimo contro Roy 'Big Country' Nelson.

Per la prima volta in assoluto dos Santos non ha vinto finendo l'avversario in quanto la pancia di Nelson è stata capace di assorbire tutte le ginocchiate e i pugni e la mascella del vincitore della decima edizione del TUF ha fatto il resto. La vittoria non è però stata un passo indietro per il brasiliano che ha cercato il KO da primo al quindicesimo minuto.

"Sono molto a mio agio con la boxe. Una volta [Il peso massimo leggero UFC] Fabio Maldonado mi ha detto che quando mantengo il contatto con lo sguardo con il mio avversario gli impedisco di colpirmi. E' stato bello sentirselo dire da un pugile professionista." racconta. "E ci credo. Mi spingo sempre in avanti e cerco il KO in ogni incontro. Ok non vuol dire che metto KO tutti, come è successo nell'incontro con Nelson, ma il mio obiettivo è di buttare giù tutti quelli che mi trovo davanti."

Anche se dos Santos a UFC 117 non ha potuto emulare il segnale di missione completata di Buguinha, i festeggiamenti per la vittoria che gli è valsa un sfida al titolo sono stati una certezza. E' stato un obbiettivo che si è dato fin dal primo incontro in UFC di due anni fa. Lo scorso Agosto sapeva che il suo prossimo incontro sarebbe stato per l'agognata cintura dei pesi massimi UFC contro il campione Cain Velasquez.

Purtroppo lo scorso Dicembre è stata resa nota la notizia di un infortunio a Velasquez che lo avrebbe tenuto da parte per circa sei mesi costringendo quindi il brasiliano ad attendere. E' stato un momento in cui ha dovuto valutare le cose al meglio e ha dovuto tenersi focalizzato per affrontare eventuali cattive notizie, come come ad esempio, che non avrebbe combattuto molto presto per il titolo.

"Conservo sempre la calma: è quello che mi è stato insegnato" dice. "Dorea mi ha insegnato che dobbiamo essere pronti a tutto perché non sappiamo cosa possa succedere. Ovviamente ero deluso perché mi ero qualificato come sfidante, avevo raggiunto il posto in cui tutti i pesi massimi vogliono essere ed ora dovrò aspettare un po' di più. Farò un altro tipo di incontro e la motivazione è diversa, ma è ancora tanta perché non ho combattuto negli ultimi 10 mesi. Il mio allenamento è andato bene ed ora si avvicina il mio prossimo incontro: questa volta contro Shane Carwin. E penso che la mia motivazione sarà un fattore chiave dentro l'Ottagono."

Si chiude una porta e si apre un portone: anche se dos Santos non ha avuto l'avversario che si aspettava gli è stato comunque offerto un posto come allenatore del TUF 13, dove lo sfidante avrebbe incontrato l'ex campione  Brock Lesnar come coach avversario. Questa straordinaria occasione l'avrebbe ricompensato per non aver ottenuto un immediato incontro titolato e lo avrebbe aiutato ad aumentare la sua popolarità, dando ai fan a possibilità di conoscerlo meglio.

"E' stata un eccellente situazione perché [allenare] è stato un diverso tipo di sfida. Fin da quando ho iniziato a combattere mi sono successe cose nel modo del fighting che mi hanno stupito" racconta dos Santos. "La partecipazione al TUF è stata fantastica, il mio inglese non è al 100%, ma l'UFC ha creduto nel mio potenziale e grazie a Dio ce l'ho fatta! Tutte le sfide le affronto senza ripensamenti e penso di aver fatto bene."

Ma i cambiamenti non sono finiti perché Lesnar sta affrontando un altro match con la diverticolite, rendendolo impossibilitato a combattere l'11 Giugno. E' così che il nativo di Cacador affronterà l'ex campione interim dei pesi massimi Shane Carwin. Ma il cambiamento non ha destabilizzato dos Santos.

"Non lo vedo come un grande cambiamento perchè un combattimento è un combattimento e dobbiamo essere pronti a tutto" spiega. "La differenza riguarda l'adattamento a Carwin e alle sue mani pesanti ma penso sia solo quello. Sono pronto per lui. La gente capirà quanto è andato bene il mio camp di allenamento quando ne darò dimostrazione dentro l'Ottagono."

Il cambiamento può essere una fortuna per alcuni e una sfortuna per altri. Carwin sarebbe dovuto andare contro l'esordiente John-Olav Einemo nella stessa card di UFC 131 mentre Lesnar e dos Santos erano i protagonisti designati per il main event. Ma il mondo gira e con l'abbandono per malattia dell'ex campione Lesnar, ora Carwin si ritrova 'solo con Cigano' tra lui ed un incontro per il titolo. Una beffa del destino? Dos Santos non ci crede e spiega che c'è sempre una motivo per tutto.

"Carwin è un atleta eccellente, merita rispetto e lo rispetto. Ho avuto anch'io fortuna nella mia carriera. Fin dall'inizio ho combattuto con i migliori. Questa fortuna mi ha dato modo di prepararmi per combattere contro altri grandi nomi " spiega 'Cigano,' o 'Gitano' (in italiano) se preferite. "Faccio esperienza, il mio corpo si modifica e sono più intelligente nel combattere: sono più a mio agio ogni giorno che entro nell'Ottagono. Penso che se otterrò di nuovo la sfida per il titolo, se Dio lo vorrà quest'anno, sarò molto preparato. E ancora una volta lavorerò molto duramente per fare del mio meglio per riportate la cintura qua in Brasile."

**Paula Sack ha contribuito a questo articolo

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