Article

Forrest Griffin - Crudo

"Per me ha a che vedere con la scarsità di risorse. E come una gara automobilistica. Non mi importa se vuoi arrivare alla stessa destinazione, voglio arrivarci per primo e se devo tagliarti la strada ti taglierò la strada. Niente di personale: è solo business." - Forrest Griffin
Il bello di Forrest Griffin è che non alimenta troppo il dramma eppure è stato parte di tanti momenti drammatici all'interno dell'Ottagono. Non è propenso a decantare poeticamente gli alti e bassi della vita del fighter eppure più di una volta si è messo a nudo e ha mostrato il suo cuore al mondo.

E' questo paradosso che ci spinge a guardarlo, che ci tiene incollati ad ogni sua mossa, pur sapendo che è qualcosa che non lo esalta troppo. Se dipendesse da lui il suo lavoro consisterebbe nell'allenamento, nello sporadico combattimento e nella paga a fine serata. Le action figures, i video giochi e le interviste non fanno per lui (bè forse le action figures sì) e non nasconde che questa parte della sua personalità è dominate.

Ma va bene così, considerando che quando suona la campana non si risparmia. E' crudo, al limite di quanto lo si possa essere in questo sport, e per quanto la crudezza non è sempre una bella cosa, c'è qualcosa di avvincente e puro in lui che facciamo fatica a non seguirlo.

Tornando al settembre 2007, Griffin ha dimostrato quanto la crudezza può essere efficace. Non aveva l'hype che aveva Mauricio “Shogun” Rua, considerato uno dei migliori pesi massimi leggeri del pianeta, molti fan non si aspettavano null'altro che fosse l'agnello sacrificale al fuoriclasse brasiliano nel suo debutto in UFC. Ma 14 minuti e 45 secondi dopo l'inizio dell'incontro era Griffin ad avere le mani alzate in segno di vittoria dopo aver sottomesso l'ex campione del PRIDE Grand Prix con una rear naked choke. Ancora oggi, il solitamente impassibile Griffin, ammette che è stato uno di quei momenti che non potrà mai dimenticare.

“E' stata una buona serata per me” ammette. “Lo puoi vedere da come ho recitato la parte dello stupido dopo l'incontro. Quel momento, finire l'incontro a 15 secondi dalla fine, è una di quelle cose che mi fa pensare - non credo che mi finirà, non mi arrenderò.”

Quasi quattro anni dopo, Griffin e Rua si incontreranno di nuovo, questa volta in Brasile nel co-main event di UFC RIO. Entrambi hanno vinto e perso il titolo al limite delle 205 libbre e hanno avuto la loro dose di alti e bassi. Ma non sono gli stessi fighter e uomini che erano nel 2007. Ma l'approccio di Griffin all'incontro è lo stesso di allora.

“Ho la stessa mentalità” afferma. “Ci proverò e avanzerò, lo combatterò senza indietreggiare mai. Non crollerò sgretolandomi e durante ogni parapiglia gli starò addosso. Certo c'è una discreta probabilità che mi prenda con un veloce gancio o una ginocchiata o altro, in tal caso sarò finito ma dovrà guadagnarselo. Anche io non gli darò tregua. Sto bene mentalmente perché non sono interessato al risultato. Sono più interessato a proporre una buona prestazione, a non stare immobile come un sacco di patate come accaduto con Anderson Silva. Finché combatto, e combatto bene, non me ne frega un c***o.”

La vittoria ai danni di Rua è stata una grande sorpresa, non così grande come la vittoria di quell'anno di Matt Serra ai danni di Georges St-Pierre, ma ci andiamo dannatamente vicino. Ancora più scioccante della vittoria stessa era il fatto che Griffin non fosse per niente scioccato. Di fatto aveva chiesto l'incontro con Rua appena fu annunciato che sarebbe arrivato in UFC.

“Avevo sentito dire che i ragazzi del PRIDE sarebbero arrivati in UFC e pensavo di scegliere Dan (Henderson), di scegliere Wanderlei (Silva), di scegliere chiunque” ricorda. “Datemi uno di loro. Per me era un modo per distinguermi. Sembrava che molti di noi fossero allo stesso livello in quel periodo ed è stato un modo per proiettarmi verso l'alto e verso una sfida al titolo. Se batti l'"uomo" diventi l'uomo o qualcosa di simile senza senso.”

E per un po' Griffin era l'UOMO. Dopo l'incontro con Rua è stato coach del The Ultimate Fighter e di seguito ha combattuto e battuto il suo coach avversario nello show, Quinton “Rampage” Jackson, per la corona dei pesi massimi leggeri. Ma cinque mesi dopo aver vinto la cintura in uno dei più grandi incontri della storia dell'organizzazione Griffin l'ha persa contro Rashad Evans a UFC 92 e di seguito ha subito una sconfitta per KO al primo round con Anderson Silva nel 2009. Non ha più perso da allora, sconfiggendo Tito Ortiz e Rich Franklin in incontri consecutivi ma non si considera imbattibile nella divisione.

Si considera piuttosto il contrario.

“Non è più stato esaltante, fresco o divertente dal 2008” dice. “E' un lavoro, sono soldi e ho un grande lavoro, me ne rendo conto. Ma proprio perchè funziona non vuol dire che non lo farò. Si cresce e si fa il proprio lavoro e guadagno tanti soldi facendo questo, amo i soldi e la libertà che i soldi ti danno. Sto per avere un figlio e non voglio che gli manchi nulla. Mio fratello più piccolo vuole andare al college e andrà al college. La sola soddisfazione nella vita di mia mamma sembra essere spendere da QVC e pagherò quei conti. Ho pagato la casa di mia mamma. Se la famiglia di mia moglie avrà bisogno di aiuto mi prenderò cura di loro. E' la cosa su cui ho scritto un libro, ha a che vedere con l'essere un f****to uomo."

In altre parole: se n'è andato l'entusiasmo?

“Ha smesso di essere divertente quando ho capito che non potevo migliorare” spiega. “Sono in una fase di stallo o qualche volta sono anche peggiorato. Uno degli elementi fondamentali da avere in questo sport sono le aspettative per il futuro, ed io sono un fastidioso pessimista  e quindi ho capito che non migliorerò E' così. Sarà sempre peggio da qui in avanti e combatti finché puoi, combatti fino a che non dovrai più farlo, e quindi ancora un paio di volte dopo quel momento.”

E' una valutazione cruda (ancora quella parola) da parte di uno dei fighter più riflessivi dello sport di oggi e di sempre. Se è preoccupato della percezione dei suoi commenti da parte di qualcuno non lo dimostra. Per lui hanno senso perchè sa che quando verrà chiamato a combattere sarà pronto. E non importa cosa stia accadendo nella sua vita, può sempre prendersi un permesso di 15 minuti o anche meno. Quando glielo si ricorda annuisce ma con una precisazione finale.

“E' difficile che questi discorsi di m***a entrino nella tua testa quando qualcuno ti sta strangolando" dice " sei in quel momento in cui qualcuno ti strangola e non pensi alle bollette, al mutuo. E' libertà da tutto quello. Il problema è che ho una bella vita. Non voglio essere libero dalla mia vita. Amo la mia vita. Ho una moglie straordinaria, il mio gatto è figo, è in salute e la vita è bella. Ora non ho bisogno di una tregua dalla vita di tutti i giorni.”

Sposato, con un bambino in arrivo, autore di due libri vendutissimi, in una striscia vincente di due incontri e nel co-mail event di uno dei più grandi eventi del 2011. Non sembra un brutto momento per Griffin. Quindi dov'è trova le motivazioni?

“Sono un uomo, sono un procacciatore, e in quanto tale sei geneticamente programmato per farlo" dice. “Voglio essere l'uomo di famiglia. La nonna ha bisogno dell'apparecchio acustico e voglio procurarglielo. Le opportunità diventano responsabilità quando pensi in questo modo. Ho la possibilità di fare tanti soldi e di fare tante belle cose e quindi le farò. E' quello che fa un uomo, che lo voglia o no. Ho questa opportunità quindi perché non trarne vantaggio. So che ad un certo punto sarò un vecchio uomo che camminerà verso l'oblio e non voglio dirmi 'hey potevo fare questo o quell'altro'. Non voglio avere mai quei rimpianti, quindi mi spingerò al limite per altri tre o quattro anni, cinque forse sei incontri, più che posso, farò più soldi che posso, combatterò più buoni incontri possibili e quando sarà finita non avrò nessun rimpianto.”

“Mi piace essere l'uomo di famiglia” continua. “Mi piace che la famiglia conti su di me e mi piace dare da vivere alla mia famiglia e alla mia famiglia estesa. Mi inorgoglisce essere in grado di farlo. Il mio migliore amico di cui ho scritto ne libro, Big John, è venuto a mancare e gli ho promesso che a suo figlio non sarebbe mancato nulla e devo tenere fede a quella promessa. Ma non mi cruccio. Sono felice, sono in una posizione in cui posso tenere fede alle promesse e prendermi cura delle persone. Ho pensato: cosa posso fare ora? Cosa posso fare in questo mondo per migliorare le cose? E sai cosa posso fare? Posso vincere questi incontri, fare soldi ed aiutare quelli intorno a me. Ecco cosa posso fare.”

Messa in questo modo, passa la voglia di chiedergli di futuri incontri o sfide al titolo. Ma Griffin è uno dei fighter della divisione con il più alto profilo nello sport, una vittoria contro Rua porterebbe il suo record a 3-0 negli ultimi tre incontri, se Jackson dovesse sconfiggere Jon Jones nella categoria delle 205 libbre a settembre un rematch sarebbe uno dei più grandi incontri possibili. E Jones-Griffin non sarebbe da meno. Quindi, nonostante il suo pessimismo iniziale, sarebbe pronto ad un'altra corsa verso il titolo?

“Non sono un codardo” dice. “Se vedo quell'opportunità puoi scommetterci che la colgo. Faccio il paragone con lo scalare una montagna ogni volta che mi si chiede del titolo. Quando scali una montagna se guardi la cima ti accorgi che è fottutamente alta. Stai per arrenderti e abbandonare la scalata quando guardi in basso e dici 'me**a è molto alto qua sù' e quindi perdi l'equilibrio e ti scivola un piede. Quindi tengo i miei occhi su dove spostare il prossimo piede, su dove aggrapparmi con le mani e sulla corda. Non guardo in alto, non guardo in basso, ed è così che dovrebbe essere."

Questo ci porta a “Shogun” Rua. Nonostante il fatto che i due si siano incontrati in passato e che questa volta la posta in gioco sia ancora più alta tra i due non c'è animosità, non c'è cattivo sangue. E' così che piace a Griffin perché quando è il momento di combattere non gli importa nulla di quello che è successo prima.

“Gli affari sono affari” dice. “Lui (Rua) è un tizio simpatico, io sono un tipo simpatico ma un combattimento è un combattimento. Per me ha a che vedere con la scarsità di risorse. E' come una gara automobilistica. Non mi importa se vuoi arrivare alla stessa destinazione, voglio arrivarci per primo e se devo tagliarti la strada ti taglierò la strada. Niente di personale: è solo business. Ho bisogno di quello di cui ho bisogno più di quanto tu ne abbia bisogno."



Media

Recente
Media members get a chance to catch up with UFC 172 headliners Jon Jones and Glover Teixeira, and co-main event stars Anthony Johnson and Phil Davis at Thursday's Ultimate Media Day. See them all weigh-in tomorrow at 4 PM ET/1 PM PT on UFC.com.
24-apr-2014
The full Ultimate Fighter 19 bout between Cathal Pendred and Hector Urbina.
24-apr-2014
Lightweight Yancy Medeiros takes you inside his training camp as he prepares for his UFC 172 fight against veteran Jim Miller.
24-apr-2014
UFC 172 media day at Camden Yards on April 24, 2014 in Baltimore, Maryland. (Photo by Josh Hedges/Zuffa LLC/Zuffa LLC via Getty Images)
24-apr-2014