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Per Matyushenko la vita da fighter inizia a 40 anni

"Quando sarò in posizione dominante cercherò di utilizzare velocemente gomiti, pugni e tutto ciò che sarà necessario per punirlo e finirlo" - Vladimir Matyushenko
Il raggiungimento dei 40 anni è un punto di svolta per tutti i fighter professionisti. E' il momento in cui i giornalisti sportivi tirano le somme di un fighter ed iniziano il conto alla rovescia dei giorni che mancano al suo ritiro. Al raggiungimento dei 40 anni i media si concentrano solo sull'età di un fighter dimenticandosi spesso se è vincente o perdente.



È come se i giornalisti sportivi aspettassero il rintocco del 40esimo compleanno per assistere improvvisamente alla trasformazione di un fighter da muscoloso gladiatore a zucca. Ma se questa teoria fosse vera allora qualcuno si é dimenticato di avvisare il peso massimo leggero UFC Vladimir Matyushenko, perché a guardarlo sembra ancora scavato nella roccia e due volte più duro della roccia stessa.



A 39 anni e 10 mesi, "The Janitor" si è aggiudicato la venticinquesima vittoria in carriera a suon di gomitate in Germania. In Canada al prossimo UFC 129, a 40 anni e 4 mesi e dopo 14 anni nelle MMA, è pronto a dare battaglia a Jason Brilz,  vincitore del "Fight of the Night" ad UFC 114.



Non sembra ci sia la parola “ritiro" nel vocabolario bielorusso. E nemmeno la frase “sconfitte consecutive” siccome Matyushenko é tornato a vincere con una rapida vittoria per TKO al primo round contro il brasiliano Alexandre Ferreira ad UFC 122 a Oberhausen. Come al solito le chiavi di volta che gli hanno permesso di vincere fermando "Cacareco” sono state l'eccellente livello di lotta libera e l'ottima difesa dalle sottomissioni.



"Ha cercato di portarmi a terra e so che 'Cacareco' è bravo in posizione dominante e nelle sottomissioni. Ma non gli ho concesso nessuna posizione favorevole ad una tecnica di sottomissione. Ha cercato di applicare una chiave articolare alle gambe e ha cercato di restare attivo ma l'ho fermato". 


Fermare Ferreira a terra è più facile a dirsi che a farsi considerando che il suo record al momento dell'incontro era di 18-6 con 17 sorprendenti vittorie per sottomissione. Ma un numero altrettanto sorprendente è lo "0" del record di Matyushenko alla voce sconfitte per sottomissione. Dopo più di dieci anni di battaglie e con un record in carriera di 25-5  nessuno è stato in grado di sottomettere "The Janitor" nonostante due scivoloni contro Antonio Rogerio Nogueira, cintura nera di Brazilian Jiu-Jitsu.



Il “matchup” è abbastanza interessante, in quanto entrambi sono massimi leggeri dotati di un  livello di wrestling eccellente ed entrambi sono desiderosi di rendere questa sfida memorabile in una card già considerata storica. "E 'un incontro molto importante per me e penso che sarà uno dei più difficili" dice Matyushenko, che è a 4-1 nel suo secondo periodo di permanenza in UFC con l'unica sconfitta inflitta per mano del campione UFC dei pesi massimi leggeri Jon Jones. "Il mio problema è che non voglio solo vincere ma anche rendere l'incontro divertente ed emozionante per i tifosi. Sono convinto che la pensiamo allo stesso modo e abbiamo la stessa mentalità per cui non ci risparmieremo e daremo il massimo per i tifosi e l'UFC ."



"The Janitor" si sta allenando nella sua palestra personale ovvero  la VMAT di El Segundo in California e approfittando della vicina Los Angeles si avvale anche di altre palestre e relativi talenti. Per questa sfida Matyushenko sta chiedendo l'aiuto a Jared Hamman, Fabricio Werdum, Antoni Hardonk e Mark Munoz. "Brilz è molto tenace e non si da mai per vinto. Non si ferma. Devo essere in grande forma per questo incontro perché con il suo ultimo match contro Nogueira  ha dimostrato che può tenere alta la pressione per tutto l'incontro."



Brilz e Matyushenko hanno un grande rispetto reciproco, non solo come lottatori e artisti marziali misti ma anche al di fuori dell'Ottagono perché in fondo sono due ragazzoni socievoli. "E 'un bravo ragazzo e abbiamo bevuto qualche birra insieme" dice ridendo Matyushenko che in un aneddoto simile ha raccontato di aver bevuto vodka con Jon Jones ad una festa dopo il loro match e in quell'occasione disse al futuro campione che avrebbe potuto vincere il titolo UFC. "E' strano che ora dobbiamo combattere l'uno contro l'altro ma nella divisione delle 205 libbre ogni fighter è un potenziale avversario e niente ci impedisce di essere amici ad incontro finito".



Indipendentemente da questo ci sarà l'incontro e l'amicizia non preoccupa "The Janitor". "Una combattimento è un combattimento" - afferma senza mezzi termini Matyushenko - che combatterà nel suo trentunesimo incontro professionistico ed intende portare a casa una vittoria."Sto studiando i punti deboli del mio avversario e a come posso sfruttarli nell'incontro.  Socializzeremo dopo il  match. Potremmo abbracciarci e andare a bere qualcosa. Prima della battaglia penso solo a come vincere e a come utilizzare la mia forza per batterlo.”


Il principale punto di forza di Matyushenko in questo incontro è la sua enorme esperienza.  Matyushenko ha iniziato a praticare la lotta libera ai tempi della scuola, venticinque anni fa, allenandosi per due giorni a settimana e qualche anno più tardi già  combatteva contro i migliori al mondo. "The Janitor" ha combattuto sia in ring che in gabbie in quattro continenti ed è andato per il titolo in diverse organizzazioni. Anche l'origine del suo soprannome é un testamento alla sua credibilità storica in quanto “Janitor” significa “custode” ma anche “bidello”...



"E' iniziato tutto quando avevo 18 anni, quando in Russia lottavo per squadra nazionale. Ci fu un grande torneo di lotta libera. Avevo appena ottenuto i gradi militari e lottai con grandi star come Kevin Jackson, Dave Schultz e Mark Coleman. Prima della cerimonia del peso ho preso una spazzola e mi sono messo a pulire il tappeto di gara perché la squadra americana si era allenata da poco e quindi il tappeto era sudato e non volevo scivolare. Il giorno dopo ho dovuto lottare con quegli stessi campioni mondiali a cui avevo pulito il tappeto e pur avendo solo 18 anni ho vinto il torneo. L'allenatore americano si prese così gioco di Kevin Jackson e Royce Alger perché avevano perso con un “bidello russo”. L'allenatore scherzando diceva: 'Non è nemmeno un lottatore. Non ha mai combattuto prima e ieri preparava il tappeto per la competizione'. Approdato in America per combattere  hanno iniziato a dire che ero il “bidello russo”. Continuando a combattere il soprannome mi è rimasto appiccicato.”



Negli ultimi 22 anni, “Il bidello” ha fatto “piazza pulita” dei suoi avversari prima sui tappeti da gara da lotta libera e poi nelle gabbie di MMA e non è ancora stata scritta la parola fine. "Quando (Brilz) sarà in posizione dominante cercherò di utilizzare velocemente gomiti, pugni e tutto ciò che sarà necessario per punirlo e finirlo", spiega Matyushenko. Un strategia che ha usato perfettamente per oltre un decennio ed ora cercare di arginarla è un problema di Jason Brilz . Ad UFC 129 Matyushenko avrà l'obiettivo di far rimangiare le parole agli scribacchini dimostrando che "The Janitor (Il bidello)" può ancora spazzare via gli avversari anche dopo i 40 anni.

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