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Fuoco e fiamme - Il ritorno di Marshall

"Il “mio nuovo io” è più avventuroso. Si vince o si perde. Qualcuno deve  decisamente vincere o perdere.”
"Non voglio giocare nella CFL. Voglio giocare nell’NFL.”

L’affermazione sopracitata potrebbe essere stato il mantra per cui ha vissuto lo scorso anno Eliot “Il Fuoco” Marshall. E’ una semplice metafora dal significato altrettanto semplice: Eliot Marshall vuole combattere nell’UFC e non accetta nessuna alternativa. Dopo essere stato imprevedibilmente tagliato dall’UFC, dopo un intero anno in esilio e con una striscia vincente di tre incontri e grazie ad un infortunio di un altro fighter “The Fire” Marshall è finalmente tornato ed è pronto a giocare nell’NFL delle arti marziali miste.


“Saranno passati 365 giorno dal mio ultimo incontro nell’Ottagono quando vi rientrerò il prossimo 19 Marzo,” ha detto Marshall che ricevette la lettera di licenziamento dall’UFC dopo una poco esaltante sconfitta per “split decision” contro Vladimir Matyushenko il 21 Marzo 2010. Il taglio fu inaspettato perché il partecipante dell’ottava stagione del reality The Ultimate Fighter aveva un record precedente di 3-0 nella gabbia UFC. Ma il roster UFC non si basa solo sul record vittorie-sconfitte; serve molto combattere dimostrando di avere la giusta dose di “ardente rabbia” necessaria per vincere a tutti i costi. Marshall è ora convinto di possederla.


“Il “vecchio me” si basava troppo su uno stile pugilistico. Avrei potuto stare seduto e non essere mai colpito e continuare a vincere per decisione. Il “nuovo me” è più avventuroso. Si vince o si perde. Qualcuno deve vincere o perdere decisamente.” 


Ad UFC 128 “The Fire” svelerà il nuovo stile più aggressivo contro il brasiliano Luiz Cane. Probabilmente non c’è avversario migliore per dimostrare questo nuovo stile in quanto Cane è particolarmente conosciuto per essere in grado di scatenare battaglie fin dal primo istante, comunque vadano le cose.

Cane ha collezionato undici vittorie di cui otto per ko ed ha tre sconfitte di cui due per ko. Quasi tutti questi combattimenti sono finiti nel primo round. In pratica “Banha” è un cacciatore di teste costantemente alla ricerca del bonus per il “KO della serata” e non ci pensa due volte riguardo la possibilità di provare ad incassarlo. Per farla breve i combattimenti di Luiz Cane sono eccitanti ed è esattamente quello che vuole Marshall.

“Mi piace perché se un incontro inizia come un ballo lento tendo a volte a rimanere intrappolato in quel ritmo ma lui (Cane, ndt) non balla lento.”

Questo match è stato fissato in modo del tutto inaspettato. Cane doveva affrontare Karlos Vemola, recente vincitore del “KO della serata”. Meno di un mese prima del combattimento “The Terminator” è stato costretto a rinunciare per infortunio. Intanto in Colorado, Marshall era impegnato ad allenarsi e a monitorare costantemente internet per tenersi aggiornato su possibili notizie di infortuni in UFC, per essere pronto ad avere la sua chance di tornare dall’interno dell’Ottagono.

“Sono stato io a contattare l’UFC. Ho visto su internet che Karlos Vemola si era infortunato e ho chiesto al mio management di cogliere al volo l’occasione. Qual'è la cosa peggiore che potrebbe succedermi? Sono già fuori dall’UFC. Se vuoi combattere in UFC e non tieni traccia degli infortuni altrui e non provi a chiamare Joe Silva ogni volta che c’è la possibilità di rimpiazzare qualcuno allora sei un idiota. Non parlo per gli altri ma io voglio combattere nell’UFC.”

La fortuna aiuta gli audaci ed Eliot Marshall sarà "fortunato" di dover difendersi dagli attacchi delle mani pesanti di Cane. “E’ un duro ma non mi importa” spiega Marshall che è disposto a scontrarsi con chiunque pur di ritornare all'UFC, quella che considera la sua ex casa. “Se mi avessero detto che Junior Dos Santos si era infortunato e che avrei dovuto combattere Brock Lesnar, lo avrei fatto solo per tornare nell’UFC. Un combattimento è un combattimento. Cane è uno che avanza sempre e la butta in rissa quindi credo che ci divertiremo.”


“Il Fuoco”, con la sua cintura nera di Jiu-Jitsu, non ha mai avuto problemi a chiudere gli incontri a terra, come testimonia il suo record, con 5 delle sue 11 vittorie ottenute per sottomissione. Ma la sua sicurezza e la determinazione a scambiare in piedi con un artista del KO come Cane è il risultato dell'allenamento al Grudge Training Center con Trevor Wittman e Bryan Youngs.


“Trevor ha escogitato una grande strategia difensiva per me. Conosco gli aspetti difensivi dello striking e so che sono molto importanti. Ora quando lavoro sulla Thai boxing con Bryan Youngs mi posso focalizzare sull’attacco, molto di più sull’attacco. Ci stiamo divertendo. E’ molto aggressivo. Bryan non è mai stato un fan del tirare calci leggeri in allenamento. Se trattieni un calcio in allenamento probabilmente lo tratterrai anche in un combattimento. Devi avere quella mentalità avanti, una mentalità pronti e via.”


Questa miglioria nell’attitudine al combattimento di Marshall non è avvenuta dalla sera al mattino e nemmeno in palestra, é avvenuta invece in un combattimento. “Il mio primo incontro fuori dall’UFC non è stato dei migliori” dice Marshall della sua vittoria per decisione su Josh Haynes ad uno show locale di Denver, avvenuto lo scorso Agosto. “Stavo ancora combattendo in modo da evitare il più possibile lo stile dell’avversario perché quello era stata la strategia dell’ultimo paio di incontri in UFC. Nell’ultimo round di quel primo incontro penso di aver iniziato a sentire la necessità di un cambiamento e nell’incontro successivo sono diventato più aggressivo. Nel mio ultimo incontro mi sono sentito come se avessi finalmente attraversato il tunnel, come se avessi completato la trasformazione”


Se si volesse sapere quanto è eccitato Eliot Marshall di combattere di nuovo nell’UFC non si dovrebbe far altro che dare uno sguardo al suo più recente incontro professionistico. I dettagli emersi di quell'incontro, svoltosi a Punta Cana nella Repubblica Domenicana, sono piuttosto difficili da rintracciare. “The Fire” ha migliorato il suo record a 11-3 con una sottomissione al primo round per leva al braccio ai danni di Chris McNally ma non ci è dato sapere in quale momento anche perchè un video è inesistente. E’ stato riferito che nella stessa card erano presenti molti ex fighter UFC e che la durata ufficiale è stata cronometrata sul telefono cellulare di un organizzatore.
 

“Quello è stato un evento folle. Nessuno è stato pagato! Aver combattuto nell’UFC e poi trovarsi a  combattere in un evento simile? C’erano quaranta persone sulle panche in quella palestra. Noi, i fighter, eravamo tutti lì seduti sullo stesso palco a guardare gli incontri. Poco prima del tuo incontro facevi un po’ di riscaldamento, quindi combattevi e poi tornavi a sederti sul palco a guardare gli altri incontri. Non c’era pubblico! Gli organizzatori sono stati terribili sotto ogni punto di vista. E’ stato triste. Ci sono stati però grandi combattimenti. Ogni incontro è stato eccitante o ha avuto un finale veloce. Con incontri così esaltanti è stato triste che non ci fosse nessuno a vederli.”

Ora invece il 30enne Marshall combatterà per le migliaia di persone presenti al Prudential Center di Newark nel New Jersey. “Sono eccitato all’idea di entrare nella gabbia, di combattere fino a stancarmi e di vedere chi cade per primo” ha raccontato Marshall che se la vedrà con Cane, un fighter alla ricerca disperata di una vittoria dopo due sconfitte consecutive. “Sono eccitato di essere sempre più vicino alla conclusione di questa situazione. L'esaltazione cresce in me ogni giorno, sta crescendo anche ora, perché non ho ancora combattuto nell’Ottagono.”

Il 19 Marzo, “The Fire” ritornerà nella NFL delle MMA per reclamare il suo posto nel roster e non solo per rimpiazzare qualcun'altro. “Spero di entrare nella gabbia e di distruggere Luiz Cane in circa un minuto: sarebbe fenomenale” continua Marshall riguardo all’esito ideale dell’incontro “e comunque spero che non perda il suo lavoro”. Ma come sa per esperienza personale non dipende da lui così “The Fire” Marshall è focalizzato sull’esito: “La realtà è che devo fare solo una cosa: devo prenderlo a calci nel sedere.”

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