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Di Chirico: "Un fighter è una persona normale con una determinazione anormale"

Alessia Di Chirico kicks <a href='../fighter/garreth-mclellan'>Garreth McLellan</a> during their bout last August
Meryl Streep probabilmente non si aspettava di innescare una polemica così accesa. Ma quando la pluripremiata attrice è salita sul palco dei Golden Globe Awards l'8 Gennaio scorso ed ha detto "Hollywood tira avanti grazie agli stranieri. E se li buttiamo fuori si potranno guardare in tv solo football e arti marziali miste, che poi non sono nemmeno arte" la comunità delle MMA è insorta per difendere il proprio sport.

Ma è stato un artista marziale misto italiano che ha giocato anche a football americano nella sua Roma che ha commentato meglio di chiunque altro quanto detto dall'attrice.

“Meryl Streep ha fatto un grande discorso durante la cerimonia dei Golden Globe ma penso sia andata oltre quando ha generalizzato facendo un commento ostile" ha detto Alessio Di Chirico. “C'è stato qualcosa di forte e contradittorio nelle sue parole. Prima di tutto perché nel roster UFC, come in ogni altra promotion di MMA, ci sono tanti stranieri ed inoltre perché la promotion supporta un progetto pionieristico riguardo le donne nelle MMA. Perlomeno, da dove vengo io, ovvero da Roma, come diceva sempre il mio professore di educazione artistica "Puoi vedere l'arte ovunque ma non potrai mai avere la presunzione di dire cosa è arte e cosa non lo é".

Come si dice "mic drop" in italiano? (è un modo di dire americano che significa "non c'è nulla da aggiungere", ndr)

Forse Di Chirico non potrà mai esprimere questi suoi pensieri direttamente a Ms. Streep ma quello che potrà fare nel frattempo sarà continuare ad essere un professionista ed un ambasciatore di questo sport mentre i detrattori svaniranno. È un obiettivo importante per tutti i fighter ma soprattutto per un atleta ventisettenne come Di Chirico che è parte di un piccolo ma distinto gruppo di atleti che rappresentano il loro paese nel mondo.

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Per alcuni sarà anche un validissimo prospetto ma Di Chirico non ha mai scelto le strada più facile. Basta dare uno sguardo alla sua storia pre UFC, quando era impegnato in Italia come giocatore di football americano.

“In Italia non ci sono soldi nel football americano ma c'è molta passione" ha detto. "Mi manca molto quello sport e mi manca la mia squadra. Ci sono così tante persone in una squadra di football che è quasi una piccolà società organizzata. Ci sono ruoli differenti e ci sono molte differenze tra i giocatori: c'è il tizio sovrappeso che fa il lineman, quello magro che fa da backfield, il più piccolo che è il running back, e tutti sono ovviamente atleti professionisti nei rispettivi ruoli.”

In altre parole è un meltin pot, proprio come le MMA, con atleti di tutte le stazze, nazionalità, etnie e generi che si allenano insieme e gareggiano per lo stesso obiettivo, per vincere. Ma nelle MMA Di Chirico non ha un intero team che combatte con lui. La notte dell'incontro sarà tutto sulle sue spalle e con un record di 10-1 è evidente che ne è ben consapevole.

Farcela in UFC può essere una missione difficile a causa dell'alto livello della competizione ed anche combattere in trasferta può giocare un ruolo sostanziale. Nel primo incontro nell'Ottagono, nell'Aprile dello scorso anno Di Chirico ha perso ai punti dopo un match equilibrato con Bojan Velickovic. Ma quattro mesi dopo ha alzato le braccia al cielo sconfiggendo Garreth McLellan.

“Mi sono sentito come se mi fossi tolto un gran peso dallo stomaco ma penso sia stato solo il primo passo della mia carriera" ha detto Di Chirico della vittoria che è stata frutto dell'esperienza accumulata nell'incontro con Velickovic. “Vinci o impari ed ho imparato tanto dopo quel (primo) match UFC".

Ora gli serviranno le lezioni di entrambi i match per affrontare Eric Spicely a Denver questo sabato. Questo è il suo secondo match consecutivo in Nord America ma questa volta si è allenato in Florida con l'American Top Team quindi abiutarsi a combattere negli Stati Uniti non dovrebbe essere un problema. Ma è importate che resti concentrato siccome darà battaglia al sottovalutato Spicely, il quale è stato artefice di una delle più grandi sorprese del 2016 quando ha finalizzato Thiago Santos nel primo round.

“Penso sia un buon artista delle submission ed anche uno striker elusivio" ha detto Di Chirico del suo avversario. “La difficoltà consisterà nel metterlo sotto pressione ed allo stesso tempo nel non lasciargli prendere la distanza per completare il takedown. Ma la concentrazione è la cosa più importante di questo sport, vincere o perdere dipende da quello. È tutto."

Vedi Meryl, è uno sport ed un'arte, con strategia, tecnica, e tutte quelle cose che un'affermazione superficiale non possono spiegare. E tutti questi commenti esagerati non scalfiscono in alcun modo un giovane uomo come Alessio Di Chirico. Sta appena iniziando il 2017.

“I fan posso aspettarsi di vedermi come sono sempre stato" dice dei suoi piani per l'anno. "Non sono falso, non sono una superstar, sono solo un uomo che prova a superare i suoi limiti perché penso che un fighter sia una persona normale con una determinazione anormale." 
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